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Procedure decisionali nelle fasi di diagnosi, prognosi e controllo operativo dei modelli numerici di previsione del tempo

2.3 GLI PSEUDO FRONTI

2.3.2 LO PSEUDO FRONTE FREDDO DI ORIGINE CONTINENTALE

Uno pseudo fronte può essere associato ad una intensa avvezione fredda di origine continentale: la scarsa umidità comporta precipitazioni in genere modeste, ma esse possono intensificarsi per effetto orografico e per instabilità sul mare e talvolta assumere carattere di persistenza.

 

La figura 1 mostra un debole sistema frontale, associato ad un minimo barico sullo Ionio, seguito da una irruzione di aria fredda di origine continentale verso le regioni meridionali. All'avvezione d'aria fredda risulta legata una debole saccatura termica. La nuvolosità medio-bassa presente sulle regioni del versante Adriatico e sul Mar Tirreno è identificabile come pseudo fronte: essa è dovuta all'afflusso di questa massa d'aria, la cui caratteristica saliente è un forte gradiente termico verticale nei bassi strati.

Figura 1: topografia della 500 hpa con isospessori

La nuvolosità associata allo pseudo fronte è di difficile individuazione; in genere quella più intensa è indotta da fattori orografici e convettivi. Bisogna tuttavia tener presente la caratteristica dell'avvezione fredda (che ha valori negativi) di essere molto maggiore (in modulo) verso il suolo che in quota: l'avvezione di temperatura cresce con la quota. Ciò, in base ai termini dell'equazione delle tendenze, determina una contributo negativo alla tendenza del geopotenziale (nei bassi strati) più intenso verso il suolo e via via minore salendo in quota, legato ad avvezione di vorticità crescente lungo la verticale. L'equazione omega ci spiega che in questa situazione si generano moti verticali ascendenti nello strato, i quali favoriscono la formazione di nubi. Pertanto la nuvolosità ed i fenomeni risulteranno tanto più intensi quanto maggiore è il gradiente termico verticale della massa d'aria in arrivo. Nel caso dello pseudo fronte questa situazione riguarda solo gli strati fino al più alla 700 hPa. Come è ben evidente dalla figura 2, nella media-alta troposfera, infatti si trovano strati dove i moti verticali sono discendenti o al più nulli. Ciò si deve alla presenza di avvezione di vorticità decrescente con la quota e di avvezione fredda.

Nella figura 3a, l’intenso gradiente della temperatura pseudo potenziale di bulbo bagnato localizza lo pseudo fronte, esteso dal Molise alla Corsica; confrontandola con la figura 3b, si nota come l’aria fredda avanzi verso le regioni meridionali.

 

Dal diagramma termodinamico (figura 4) si possono osservare la rotazione antioraria del vento e il gradiente quasi perfettamente adiabatico che indicano intensa avvezione fredda dal suolo fino alla 850 hPa circa. La conseguente nuvolosità intorno a tale quota indica il limite superiore dell’avvezione fredda.

La fenomenologia

Gli eventi fenomenologici caratteristici di questo tipo di pseudo fronte sulle nostre regioni sono una diminuzione della temperatura, in alcuni casi anche marcata, ed un rinforzo del vento dai quadranti settentrionali. Conseguenza della scarsa umidità sono precipitazioni in genere modeste, ma che s’intensificano per effetto orografico e per instabilità sul mare; inoltre esse possono incrementarsi nel caso di un’interazione tra lo pseudo fronte e l’occlusione connessa al ciclone, generalmente nello stadio di avanzata maturazione. La nuvolosità e le precipitazioni sono di origine orografica lungo il versante adriatico, specie sulle zone appenniniche, di tipo convettivo sul medio e basso Tirreno, ancora di origine orografica sui versanti orientale della Sardegna e settentrionale della Sicilia; inoltre essi comportano un’intensificazione dei venti dai quadranti orientali, specie sul settore nord-orientale (bora a Trieste) e sulle regioni centro-meridionali (figura 5).

La rappresentazione grafica.


Questa pagina è stata realizzata da Vittorio Villasmunta

Ultimo aggiornamento: 14/05/16